Inaugurazione del Polo olivettiano a Roccavaldina (ME)

 

A Roccavaldina economia, innovazione e cultura si incontrano.
Il Polo, ispirato al pensiero di Adriano Olivetti, è la dimostrazione riprendendo le parole di Gaetano Giunta – Presidente di MECC impresa sociale e Fondazione MeSSInA – di “come si possa fare economia interconnessa a più complessivi processi di sviluppo umano e come si possano elaborare e sperimentare teorie economiche capaci di porre quali vincoli esterni alle logiche mainstream di massimizzazione del profitto, la progressiva espansione delle libertà delle persone più fragili, la costruzione di capitale sociale, la sostenibilità ambientale e la ricostruzione di bellezza”.
Un intervento, sempre di Gaetano Giunta, in tema può essere (ri)ascoltato nella puntata di “Si può fare” (Radio 24) del 4 luglio 2026 con Laura Bettini [da 27′ a 37′].

 

Fare impresa, essere agenti di un’economia circolare e rigenerare territorio. Tutto a partire da rifiuti che divengono risorsa per rivitalizzare aree interne in difficoltà.

Al polo olivettiano viene realizzato a livello industriale un nuovo tipo di bioplastiche a basso impatto ambientale, le bioplastiche ecobuddy, utilizzando i rifiuti – le trebbie – della produzione della birra del Birrificio Messina. E più in generale gli scarti della lavorazione agroalimentare del territorio (sansa, silverskin, agrumi ecc). Il Birrificio Messina è una esperienza di acquisizione di un’azienda da parte dei suoi dipendenti (workers BYO), sostenuta da MECC impresa sociale. Vedi per approfondire.

La fabbrica “prototipo”, fra le prime del settore e unica al mondo per quanto riguarda il processo produttivo, è gestita dalla Cooperativa Sociale EcosMed, attraverso approcci pre-distributivi, generando nuovi posti di lavoro, alcuni dei quali riservati a persone in condizioni di fragilità sociale, e re-distributivi, ridestinando parte degli utili per sostenere azioni di ricerca sulla transizione ecologica e azioni di contrasto della povertà educativa dei territori.

Oltre alla produzione su scala industriale di bioplastiche, il Polo include anche:
un centro di ricerca avanzato sui mutamenti climatici,
una comunità energetica alimentata da pannelli fotovoltaici che, oltre a garantire il fabbisogno energetico dello stesso dona energia alla comunità,
la sede di alcune imprese che arrivano da fuori paese: il pastificio “Terre di Sicilia” (che produce pasta con antichi grani della zona che fanno parte della rete Slow Grains di Slow Food), uno degli studi di Nugae (impresa del designer innovatore Francesco Belvisi, che utilizza robot prototipali di grandi dimensioni per stampe di macro-oggetti in 3D).

Il Polo è diventato il principale nodo energetico del territorio da fonti rinnovabili. Esso permette di alimentare la fabbrica e una comunità energetica solidale di cittadini capace di re-distribuire l’energia tra i nodi secondo algoritmi sociali, favorendo così la transizione ecologica del borgo storico senza impatto paesaggistico e contribuendo al contrasto della povertà energetica. L’hub di redistribuzione è interconnesso a una piattaforma digitale del dono e degli scambi reciproci, Andròn. Algoritmo redistributivo e Andròn sono due prototipi realizzati dalla stessa Fondazione comunitaria in collaborazione con l’Istituto ITAE del CNR e il Dipartimento di Ingegneria dell’Università degli Studi di Messina.
Il centro di ricerca sta sostenendo, sin dalla nascita, un nuovo piano strategico del territorio costruito per connettere la transizione ecologica con pratiche di sviluppo locale inclusivo delle fasce più vulnerabili della popolazione: riqualificazione del centro storico e promozione del turismo sostenibile, mobilità elettrica da fonti rinnovabili, processi di rimboschimento economicamente sostenibili, politiche di attrazione di talenti creativi e di imprese social-green, strumenti formativi e d’accompagnamento per sostenere la nascita di nuove imprese solidali sono alcuni degli ambiti di intervento già in fase di attuazione con risultati di assoluto rilievo.

Nel Polo olivettiano di Roccavaldina c’è spazio anche per la grande arte: i pannelli fotovoltaici del co-working sono “un mosaico” di celle disegnate da uno dei più grandi artisti italiani, Agostino Ferrari, realizzando così una macro installazione denominata “maternità”. L’intervento artistico è stato curato da Martina Corgnati, storica dell’arte e vice direttrice dell’Accademia delle Belle Arti di Brera.

L’operazione che porta alla nascita del polo olivettiano nel suo complesso è stata resa possibile grazie al supporto (con contributi a fondo perduto, con capitale di rischio, in natura e con finanziamenti tramite terzi) di Fondazione MeSSInA in partnership con il Comune di Roccavaldina (nell’ambito del programma di riqualificazione dei Borghi storici) e assieme a numerose realtà dell’economia sociale e solidale locali, nazionali ed internazionali e con importanti istituzioni della ricerca scientifica: oltre a MECC Impresa Sociale, Progetto Ue LIFE RESTARTEcos-Med, Crossing e Università degli Studi di Messina, Fondazione Con il Sud, Enel Cuore, Con i Bambini impresa sociale, Intesa Sanpaolo, Terra di Sicilia, Nugae, Fondazione Horcynus Orca, Solidarity and Energy, Istituto ITAE del CNR, Fondo Casina Fafa della Fondazione MeSSInA, Fondazione Cattolica, CFI, Giordano dell’Amore, SEFEA Impact, Banca popolare Etica.

L’inaugurazione rientra nell’ambito degli eventi dell’Horcynus Festival 2026, che partirà ufficialmente il 18 luglio (nella sua sede tradizionale di Capo Peloro, ME) per concludersi il 2 agosto (a Mirabella Imbaccari, CT).

Per ulteriori dettagli, pagina del sito e pagina Facebook di Fondazione MeSSInA.

[8/07/2026]

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